{Knit} FO: Socks Kalajoki

Il MIO primo paio di calzini!
MIO perché l’ho fatto io e MIO perché sono un regalo che mi sono auto regalata, e scusate il giuoco di parole.

Mi sono divertita a farli senza magic loop, con i 4 ferri a doppia punta e uno alla volta, come alla vecchia maniera! Anche perché le istruzioni erano spiegate benissimo per i 4 ferri.

L’unico errore che ho fatto è che forse dovevo iniziare la diminuzione delle dita qualche giro dopo, sono leggermente cortini, ma portabilissimi comunque.
Poi con questa giornata uggiosa che c’è fuori, questi sono un bel raggio di sole!

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La lana che ho usato è di Campolmi, la Baby, rimasta in ben 3 gomitoli nel mio stash da un regalo ad un’amica.

Qui il pattern su Ravelry.

{Knit} FO: Shawl Collar cowl!

Ecco che finalmente riesco a postare le foto del Shawl Collar Cowl!
Finito già da un paio di settimane e ancora mai indossato, spero di farlo una di queste sere!

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La costruzione è molto simpatica, tutto un pezzo e con poche cuciture.
Ho usato come già detto, la Loden Grignasco acquistata nel mio negozio preferito…anche se mooolto lontano!

{Me & I} Ecce libro!

Dopo una settimana di silenzio, rieccomi. Tra impegni lavorativi (e finalmente siamo agli sgoccioli), visite e intense ma brevi dormite, non ho lavorato molto a maglia.

In compenso però è arrivato il mio solito pacco di libri. Nel pacco c’era questo: Il club dei ricordi perduti di Ann Hood.

La quarta di copertina recita così.

Mary stava per uscire dalla merceria, quando Alice la fermò. “Se vuoi, il mercoledì sera organizzo un club della maglia, qui in negozio. Potrebbe piacerti.”
“Un club della maglia? Ma non ho ancora imparato ad usare i ferri…”
“E quello cos’è?” Alice indicò il lavoro che Mary aveva fatto quella mattina.
“Lo so, ma…”
“Dovresti venire e incontrare le altre: ognuna ha qualcosa da offrire. Fidati.”
“Va bene. Ci penserò.”
“Alle sette in punto, proprio qui.”
“Ti ringrazio.” Mary era sicura che non sarebbe mai andata a un club della maglia.

E la cosa buffa è che il senso degli incontri a maglia è racchiuso nella frase “ognuna ha qualcosa da offrire.” Almeno così la penso io.

Con le mani impegnate, di fronte al proprio lavoro e a persone praticamente sconosciute, la mente si sgombra e succede che si parla di tutto e di più. Ci si libera ulteriormente la mente (che giuoco di parole!) confrontandosi con persone nuove; poi succede che nascono inevitabilmente anche delle amicizie…e benvengano!

Tempo fa avevo già letto anche Le amiche del venerdì sera di Kate Jacobs. Ricordo che mi piacque molto, nonostante la fine. Molto forte. Dico solo questo per chi ancora non lo avesse letto!

Una cosa che non capisco è perché di due romanzi che parlano di maglia (cioè, di quelli che conosco io), tutti e due hanno delle gambe femminili in copertina…mah!